data: 19.10.2012

Genitron Sviluppo intervista L'AD di Energy Resources. Contro le Fonti Fossili. Quando Energia Significa Indipendenza Energetica Ora!

Produrre, accumulare ed utilizzare la propria energia un obiettivo fondamentale per costruire un futuro sostenibile. Energy Resources è un importante realtà italiana che grazie ad un giusto “radicalismo” crede che le fonti rinnovabili possano e devono diventare l’unica fonte energetica del nostro pianeta. Sole, acqua, vento e terra hanno grandi potenzialità e devono essere sfruttate per ridurre sempre più la dipendenza nei confronti di petrolio e combustibili fossili e puntare ad un’indipendenza energetica nazionale.

Mirko Paglia: Ci puoi “mostrare” la suddivisione aziendale del gruppo?
Enrico Cappanera: La Energy Resources Holding si è strutturata nell’ultimo anno al fine di coordinare l’attività di Energy Resources SpA in sinergia con le società di scopo fondate sui principali settori di riferimento: edilizia e mobilità sostenibile, sviluppo delle tecnologie legate alla geotermia ed un settore in netta crescita che è quello della ricerca e sviluppo per l’innovazione tecnologica. La Holding, in base ai piani di sviluppo 2012-2015 si presenta con un assetto a tre: EPC, Invest e R&D per il presidio di tutte le aree commerciali nazionali ed internazionali, per la diversificazione della nostra offerta sulle quattro business units principali (energie, efficienza, green building, mobilità elettrica) e per il consolidamento della nostra realtà.

Mirko Paglia: Avete un settore green di quelli elencati dove vi sentite “più forti” rispetto alla concorrenza?
Enrico Cappanera: Rispetto alla concorrenza Energy Resources offre sistemi integrati sia per la generazione di energia da fonti rinnovabili sia per l’efficienza energetica degli edifici. I settori dedicati alla mobilità ed all’edilizia sostenibile rappresentano il campo d’azione di questi due strumenti principali. In Italia non esistono realtà che sappiano dare risposte a 360° su questo mondo. Inoltre il nuovo progetto per il mercato B2C battezzato ZEW – zero emission way – di cui è attivo il primo maxi-store qui a Jesi è un esempio di come accompagnare ai nostri prodotti anche i reparti dedicati all’eco-cultura ed al mangiare sano a km0.

Il primo Maxi-Store ZEW di Jesi (AN): tutte le soluzioni che cercavi per la tua vita a zero emissioni

Mirko Paglia: Credere nelle rinnovabili a tal punto di dichiarare “possono diventare l’unica fonte energetica del nostro pianeta” è realtà applicabile già ora o è una prospettiva futura? Abbiamo già ora la tecnologia e/o le strategie da poter applicare per raggiungere tale scopo?
Enrico Cappanera: La premessa è che una vasta operazione di efficientamento energetico e diminuzione dei consumi è indispensabile a prescindere dalla fonte energetica impiegata. Questo presupposto è fondamentale al fine di immaginare un Pianeta dove le sole fonti naturali ed inesauribili possano assolvere alla richiesta di energia da parte di utenti sia civili che industriali. Tutte le tecnologie necessarie per attuare questo swap energetico su larga scala sono già disponibili, manca la volontà da parte dei Governi nazionali di rivedere i piani di sviluppo a medio e lungo termine basate su questi concetti: efficienza energetica ed energie rinnovabili.

Mirko Paglia: In definitiva possiamo parlare di “sistemi energetici integrati”. Nel prossimo futuro abbiamo quindi la possibilità di coordinare le nostre esigenze quotidiane con la discontinuità delle rinnovabili. Quali innovazioni, attualmente allo studio dai Vostri esperti, possono avere maggiore successo per ottenere questi obiettivi?
Enrico Cappanera: L’innovazione principale è quella relativa al concetto che noi definiamo di “indipendenza energetica”: la realizzazione di sistemi di accumulo dell’energia, sia elettrica che termica, al fine di utilizzarla con la massima efficacia ed efficienza trasformando ogni singolo consumatore in Prosumer, ossia produttore e consumatore consapevole dell’energia generata.

Mirko Paglia: Parliamo di fotovoltaico. Molti pensano che la diminuzione dell’incentivo possa far bene al mercato del settore. Qual è il Vostro punto di vista?Enrico Cappanera: Da un lato gli incentivi hanno semplificato l’affermazione delle rinnovabili come nuovo mercato di riferimento; d’altra parte hanno condizionato fortemente la mentalità di chi si affacciava su questo settore quasi esclusivamente con ragioni di natura economica e in minima parte per ragioni etiche ed ambientali. La diminuzione o la cessazione dell’incentivo offre la possibilità, per gli operatori qualificati e specializzati come Energy Resources, di dimostrare che l’energia è un settore dove solo competenze e know-how possono fare la differenza, soprattutto per sottolineare che lo swap energetico per i paesi industrializzati non deve essere più visto come un’opportunità di mero business quanto una necessità irrinunciabile.

Mirko Paglia: Quali strategie avete messo in atto per affrontare in maniera innovativa il mercato del fotovoltaico?
Enrico Cappanera: Innanzitutto abbiamo ragionato sul fatto che migliaia di impianti in tutta Italia iniziano a diventare vecchi, obsoleti e quindi non più efficienti. Di conseguenza si è deciso di investire, attraverso l’incessante lavoro di ricerca e sviluppo, in sistemi di efficientamento delle prestazioni del fotovoltaico di vecchia e nuova realizzazione mettendo in campo 3 brevetti innovativi a questo dedicati. Inoltre abbiamo dedicato altri brevetti esclusivi per quanto riguarda le strutture di supporto e montaggio al fine di integrare sempre più gli impianti all’architettura. Inoltre la ricerca e lo sviluppo nel settore degli storage e dei sistemi stand alone anche trasportabili hanno accelerato il processo di affermazione di questo nuovo modo di fare energia.

Il Green Building della Rainbow SpA: 350 kWp di fotovoltaico e 600 kWt di geotermia

Mirko Paglia: Proponete stoccaggio di energia elettrica in batterie (o altro)? State affrontando le problematiche dello stoccaggio energetico su piccola scala (edifici monofamiliari e piccoli condomini)?
Enrico Cappanera: Come già accennato quello degli storage system è stato un settore di forte ricerca per Energy Resources; durante il SolarExpo 2012 abbiamo presentato in anteprima il nostro primo progetto dedicato al mondo Prosumer: il SES (Smart Energy System) è una cabina per il controllo, la gestione e l’utilizzo intelligente di energia prodotta da fonti rinnovabili. La sua struttura modulare permette di tarare il prodotto in base alle necessità dell’utenza. Viene quindi realizzato in differenti versioni di potenza e capacità per offrire un servizio efficace sia per clienti residenziali che industriali.

Mirko Paglia: Che scelte avete fatto sull’installazione dell’eolico? proponete grossi o piccoli impianti con il minor impatto sul paesaggio?
Enrico Cappanera: L’eolico è stato per Energy Resources in passato un settore marginale ma solo per la natura degli impianti finora trattatati (per lo più residenziali ed industriali in zone non adatte all’installazione di turbine). Oggi, con i nuovi piani di sviluppo soprattutto all’estero, abbiamo messo a punto un progetto caratterizzato da una forte esportabilità e replicabilità per la realizzazione di centrali elettriche a mix energetico: fotovoltaico, biogas, eolico on ed off-shore per l’approvvigionamento energetico soprattutto dei paesi emergenti.

Mirko Paglia: Secondo Voi è lecito negare spazi alla grande produzione di energia da fonte rinnovabili (farm solari o eoliche)? Molti criticano l’eolico per l’impatto paesaggistico ed il fotovoltaico per la privazione di terreno agricolo. Come rispondete a queste “osservazioni”?
Enrico Cappanera: La negazione di sviluppo di questo tipo di impianti o, meglio ancora, di queste nuove infrastrutture energetiche è di per sé un principio che tende a nascondere la verità invece di affrontare la realtà ed i problemi di uno sviluppo eco-compatibile. Già in passato abbiamo varato campagne pubblicitarie d’informazione e sensibilizzazione al fine di evidenziare l’incongruenza del nostro modello di sviluppo che privilegia l’installazione di ripetitori per la telefonia, di tralicci dell’alta tensione, di centrali termoelettriche e raffinerie solo perché reputate insostituibili e necessarie, consolidate nell’immaginario collettivo per i landscape del nostro paesaggio. Ci chiediamo allora di che impatto stiamo parlando? Forse l’unico vero impatto è quello sui profitti delle multinazionali ancora legate alla old economy dell’energia.
D’altra parte è vero che il consumo indiscriminato del territorio è stata una delle peggiori pubblicità che il settore del solare potesse fare visti i feed-back negativi dell’opinione pubblica. Energy Resources ha realizzato il 90% dei sui impianti riqualificando i tetti di capannoni industriali e bonificando chilometri quadrati di amianto. Il restante 10% dei nostri progetti per le solar farm sono stati sempre accompagnati da un principio base di valorizzazione delle risorse del territorio in termini di occupazione anche di lavoratori svantaggiati, basti pensare all’incontro tra ER e le cooperative. Il futuro di questo settore non deve essere compromesso ma abbinato a sistemi per la bonifica di terreni contaminati (ex petrolchimico ad esempio), alla messa in sicurezza di discariche a cielo aperto (per evitare che le piogge portino nelle falde sotterranee idrocarburi dannosi all’eco-sistema) per la riqualificazione di aree degradate e per la valorizzazione dell’archeologia industriale.

Mirko Paglia: Ci puoi raccontare la Vostra esperienza negli edifici di Classe A? Quante costruzione avete già progettato e realizzato? Avere riscontrato limiti in questa tipologia di edifici?
Enrico Cappanera: Negli ultimi 4 anni abbiamo realizzato due quartieri residenziali a zero emissioni in bio-edilizia, quello di Collina di Santa Maria Nuova e quello di Polvergi (in provincia di Ancona) rispettivamente con 12 e 5 unità abitative caratterizzate da un perfetto mix energetico tra fotovoltaico e geotermia e dotate di sistemi di home automation, razionalizzazione idrica e massima efficienza energetica. In cantiere il progetto di Collina 2 con la realizzazione di ville monofamiliari basate sugli stessi principi. L’unico limite riscontrato in questa attività è ancora e purtroppo la mancanza di formazione dell’acquirente apparentemente ancora immune all’idea di acquistare e vivere in un nuovo concetto di casa.


Il quartiere residenziale Casa Solare di Collina di Santa Maria Nuova (AN): 12 appartamenti in Classe A totalemente eco-sostenibili

Mirko Paglia: E’ così difficoltoso trasformare un edificio “vecchio” in un edificio a basso consumo energetico?
Enrico Cappanera: E’ sicuramente più difficile sostenere i costi e le complessità di gestione e manutenzione di un edificio non efficiente. Ad oggi abbiamo realizzato più di 500 impianti fotovoltaici e geotermici il 90% dei quali per edifici di vecchia generazione. Nella maggior parte dei casi l’impianto fotovoltaico è stato lo strumento base per l’attuazione di sistemi di efficientamento termico delle coperture e delle facciate verticali, per l’impermeabilizzazione di vecchie coperture e per lo smaltimento di superfici in amianto. Con la geotermia abbiamo eliminato diverse decine di vecchi impianti a gas a favore di un sistema decisamente più economico ed efficiente per la climatizzazione. L’analisi preliminare per il fotovoltaico ha convinto molti imprenditori a richiedere un audit energetico sulle proprie strutture, audits che hanno evidenziando tutte le “perdite” del sistema quantificandone lo spreco in termini economici. Ecco come le rinnovabili rappresentano uno strumento più che valido per la conversione di edifici, residenziali od industriali che siano.

Mirko Paglia: Nel difficile momento storico in cui stiamo vivendo, l’edilizia sta subendo il peggiore crollo mai visto. E’ una metamorfosi o il futuro dell’edilizia è fermarsi definitivamente dopo l’exploit di questi ultimi anni?
Enrico Cappanera: Il futuro dell’edilizia è la riqualificazione dell’esistente, la conversione dei sistemi termici ed elettrici, la coibentazione delle strutture e l’adozione di sistemi a risparmio energetico e delle risorse in generale. L’era dell’edilizia così come l’abbiamo conosciuta dagli anni ’60 ad oggi è morta, e non è necessariamente un male: anche qui, come per le rinnovabili, sopravviveranno solo le aziende dinamiche, competenti e con un know-how chiaro e qualificato. E poi ci sono i nuovi criteri per l’edilizia come il social housing e l’edilizia in cooperativa dove la realizzazione di nuovi edifici è vincolata ad una reala domanda da parte del consumatore e non più come uno strumento di speculazione fine a se stesso. Nonostante la crisi vediamo sorgere quotidianamente quartieri fantasma a ridosso delle nsotre città, quartieri disabitati ed in rapido degrado, realizzati ancora con tecniche e materiali del dopo guerra. Una svolta è necessaria e mai come ora la crisi diventa un’opportunità.

Mirko Paglia: Sempre alla ricerca di investimenti sicuri, gli italiani ricercano nel mattone maggiori certezze rispetto al passato. Voi avete pensato ad un slogan “la casa la paga il sole”. E’ realmente così oppure è semplicemente una frase che spiega un concetto?
Enrico Cappanera: La casa la paga il Sole non è solo uno slogan quanto un modus operandi che abbiamo adottato per ogni nostro progetto dove il fotovoltaico può bilanciare il business plan del progetto nel quale è inserito, sia esso destinato all’edilizia od alla mobilità sostenibile. I nostri piani economici combinati (casa + fotovoltaico + geotermia, auto elettrica + fotovoltaico) uniscono i dati di risparmio e di guadagno presentando delle prospettive di rientro dell’investimento complessivo dove il punto di rientro è fissato tra i 6 ed i 10 anni.

Mirko Paglia: Che ruolo può avere l’edificio a consumo quasi zero nella ripresa edilizia? E’ necessario maggiore supporto dagli enti o minori oneri burocratici?
Enrico Cappanera: La defiscalizzazione, l’incentivazione di buone pratiche ed atteggiamenti virtuosi e la semplificazione delle normative sono alla base di una corretta politica per la crescita di nuovi settori il cui obiettivo principe è lo sviluppo eco-compatibile delle attività umane, sia per l’utente finale sia per le imprese e le aziende del settore. La crescita è indissolubilmente legata a questo, all’atteggiamento dei Governi nei confronti di questa nuova sfida dell’economia e dell’ambiente.

Mirko Paglia: Avete sviluppato un geotermico verticale a spirale. Ci vuole spiegare quali sono i possibili vantaggi rispetto ai tradizionali metodi geotermici? E’ meno costoso rispetto a quello classico?
Enrico Cappanera: Il brevetto “sonda geotermica a spirale” rappresenta una vera e propria rivoluzione in questo settore: minor costo di produzione in serie, minor costi per i processi logistici vista la possibilità di compattare il prodotto finito e pronto all’installazione, minori costi e tempi di installazione grazie anche all’impiego di scavi di minor profondità (mediamente da 100 a 25 metri per ogni songola sonda): la sonda geotermica Energy Resources sembra quasi un modello virtuoso di decrescita quasi a seguire il famoso motto “less is more”.

La sonda geotermica brevettata da Energy Resources in fase di posa in opera

Mirko Paglia: Non si parla moltissimo di cogenerazione, microcogenerazione e trigenerazione. Nelle Vostre installazioni impiantistiche trovate valido questo genere di impianti? Quali esempi può proporci per capire la bontà di questa tecnologia impiantistica?
Enrico Cappanera: Ogni tecnologia ed ogni applicazione ha il suo campo d’impiego. Spesso ci troviamo di fronte a situazioni limite dove è impossibile tirare in ballo queste tecnologie di produzione di energia, in altri casi è proprio l’analisi delle necessità e delle opportunità del cliente a suggerire l’impiego soprattutto di cogeneratori, principalmente alimentati da biomasse meglio ancora se derivanti dai processi di produzione e quindi dagli scarti industriali riciclabili a tal fine. Idem per quanto riguarda gli impianti a biogas, indicati per tutte quelle realtà nel settore dell’allevamento. La strada per il futuro sostenibile è lunga e complicata e deve essere coadiuvata da tutte le possibilità per dare nuovi impulsi a questo settore. Queste tecnologie non devono rappresentare il fine quanto il mezzo.

Mirko Paglia: Parliamo ora di mobilità elettrica. Molti pensano che le auto elettriche non siano tecnologicamente adatte ad affrontare le nostre strade, sia per la breve durata delle batterie, sia per la scarsa potenza del motore elettrico. E’ un “falso mito”? Oppure c’è qualche cosa di vero?
Enrico Cappanera: Come ogni nuova tecnologia ci sono pregi e difetti, ma vorrei partire da una semplice considerazione: mediamente, ed a parte casi particolari, ognuno di noi percorre tra i 30 e gli 80 chilometri al giorno con un’auto tradizionale. Nella nostra gamma la media di percorrenza per autoveicoli e maxiscooter è di 80-100 km. E’ facile capire qual è il termine di questo ragionamento. Per quanto riguarda la potenza dei motori elettrici siamo nel campo della mistificazione: è mai salito su una Tesla Roadster? Ora il punto è che bisogna trovare il giusto compromesso tra una supercar elettrica ed un quadriciclo leggero. Noi stiamo investendo qualche milione di euro su questo.

Mirko Paglia: Cosa proponete Voi come greenmobility?
Enrico Cappanera: Innanzitutto bisogna superare alcuni preconcetti e capire che la strada per lo sviluppo sostenibile è fatta anche di qualche piccola rinuncia, di qualche sacrificio affrontabile: sostituire una macchina ogni 4-6 anni è possibile ammesso che non sia di proprietà, a mio avviso. Desiderare un’auto che raggiunga i 180 km/h è legittimo ammesso che si abbia un’autodromo sotto casa. Pretendere di fare il pieno con 10 euro è giustissimo, ma bisogna accontentarsi delle prestazioni che il metano offre. Insomma, se la vita è fatta di scelta noi abbiamo scelto di eliminare tutti i costi per carburanti, manutenzione, assicurazioni, bollo a favore di veicoli elettrici in larga parte eco-sostenibili. E poi c’è sempre lo sviluppo si servizi come lo sharing od il noleggio a medio e lungo termine che Italia non sono mai decollati. Parlare di Green Mobility significa ragionare su nuovi sistemi di mobilità, integrati, fruibili ed innovativi e non lanciare sul mercato qualche mezzo elettrico sperando che qualcuno lo “adotti”. Parlare di Green Mobility significa ipotizzare nuove infrastrutture od adeguare le vecchie stazioni di rifornimento per coprire il territorio con una rete di distributori di energia elettrica. Anche su questo stiamo lavorando assiduamente da più di 2 anni: i frutti arriveranno prestissimo.

Mirko Paglia: Ci può spiegare i vantaggi di un’auto elettrica acquistata da una famiglia media italiana?
Enrico Cappanera: Quando abbiamo chiesto ad un nostro cliente di ragionare insieme sui costi annuali di utilizzo e manutenzione della sua vettura (una comunissima berlina) abbiamo redatto un elenco infinito di grandi e piccole spese: in testa a tutte il carburante, cifre da capogiro. Poi l’assicurazione, la manutenzione degli organi e le componenti meccaniche, il bollo, il parcheggio in città, i permessi per l’accesso alle zone ZTL delle grandi e medie città, etc… Abbiamo messo sull’altro piatto della bilancia il costo di un veicolo elettrico, l’assicurazione ridotta almeno al 50%, il mancato costo del bollo, il pieno per 100 km con un solo euro, nessun costo per i parcheggi blu e gli eco-pass. Poi abbiamo caricato costi ed utili di un piccolo impianto fotovoltaico a pensilina da 5 kWp, il business plan ed i piani annuali di rientro con un mutuo agevolato a 12 anni. Lo abbiamo convinto!

Mirko Paglia: Avete iniziato un progetto di vendita online. Ci può spiegare cos’è ed a quale pubblico è rivolto? Direttamente alle imprese, ai privati od ai rivenditori?
Enrico Cappanera: In questa prima fase il servizio è rivolto principalmente alle imprese, in particolare installatori ed impiantisti elettrici che possono acquistare dai nostri magazzini materiali a costi e condizioni decisamente favorevoli visto gli accordi quadro realizzati con i maggiori produttori di componenti su scala internazionale. Stiamo però mettendo a punto un sistema di vendita B2C per la realizzazione di impianti ed efficienza energetica.

tratto da http://www.genitronsviluppo.com/2012/10/18/energy-resources/

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Francesco
20.10.2012 ore 18.29 #

ENERGIA RINNOVABILE E RISPARMIO ENERGETICO
RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI AMBIENTI

POMPE DI CALORE
www.geotermiaitalia.it/catalogo/prodotti.html

Pompe di calore geotermiche;
Pompe di calore aria-acqua;
Pompe di calore ad aria esausta.

Sono sistemi completi di riscaldamento e raffrescamento energeticamente efficiente che assicurano una climatizzazione interna economica e al tempo stesso eco-sostenibile.

Questa tecnologia è disponibile per installazioni residenziali mono/plurifamiliari ed edifici industriali e commerciali di grandi dimensioni.

La pompa di calore geotermica utilizza come fonte di calore il sottosuolo o l’acqua di falda e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 80%.
Non è necessario risiedere in una zona termale per usufruire dei benefici del calore sotterraneo: a partire da 10 mt di profondità fino ai 100 mt le temperature si attestano intorno ai 10-12°C per tutto l'anno costituendo una fonte di calore ottimale per il funzionamento della pompa di calore.

La pompa di calore aria-acqua utilizza come fonte di calore l’aria esterna e consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50-60%.
Questa pompa di calore ha un'efficienza straordinaria; ad esempio possono produrre acqua calda per riscaldamento o usi sanitari fino a temperature di 65°C con il solo compressore e lavorare fino a temperature esterne di -25°C!!!

La pompa di calore ad aria esausta utilizza come fonte di calore l’aria viziata presente nella casa, consente un risparmio sui costi per il riscaldamento fino al 50%.

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