data: 10.05.2012

Clini: «Nessun limite al fotovoltaico»

«Giusto diminuire le sovvenzioni, ma non ci deve essere un tetto massimo alla produzione di energia solare»

VERONA - «Non ci deve essere un limite massimo alla produzione fotovoltaica in Italia». Questa frase del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha scatenato un'ovazione nella gremita sala dove si sono tenuti gli Stati generali delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica in Italia, nella giornata inaugurale del Solarexpo 2012 a Verona, la più importante fiera italiana del settore. Applauso che ha sancito la rinnovata pace tra il ministro e il settore fotovoltaico, in rivolta da circa un mese a questa parte dopo la pubblicazione del Quinto conto energia e la diminuzione degli incentivi, rivolta che ha portato a lettere aperte sui quotidiani e una sfilata di lavoratori e imprenditori uniti davanti a Montecitorio.

STATI GENERALI - C'erano proprio tutti a Verona, tutti gli attori e le associazioni (forse troppe) delle filiere delle rinnovabili italiane, un settore che - non si dimentichi - ha creato in pochi anni centinaia di migliaia di posti di lavoro e, nonostante tutto, è uno dei pochi in crescita in un momento economico difficile (eufemismo) come quello attuale: rappresentanti del fotovoltaico, solare termico, biomasse, mini-idroelettrico, biogas, biomasse, biocarburanti, agricoltori, tecnici dell'industria elettrica, architetti e progettisti di edifici a emissioni zero.

AGILITÀ - Molti gli interventi che chiedevano un'agilità normativa e tempi rapidi per le autorizzazioni, in un settore dove la concorrenza internazionale è rapida e i mercati spietati, per non far perdere all'Italia l'ennesimo treno in un settore dove il Paese può giocare ancora la sua partita a livello mondiale.

SCENARI - E Clini, infatti, ha delineato l'ambito internazionale in cui l'Italia, e il governo Monti nello specifico, si devono muovere. Uno scenario in cui l'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) ha recentemente ricordato come a livello mondiale le sovvenzioni (in tutte le loro forme) ai combustibili fossili sono 6 volte più alte rispetto alle rinnovabili, e dove nel 2011 gli investimenti globali nelle rinnovabili hanno superato quelle per i combustibili fossili. Uno scenario nazionale in cui, pero', le sovvenzioni alle rinnovabili (anche a causa del da tutti deprecato decreto Salva-Alcoa) sono avvertite nella bolletta elettrica solo come un costo insopportabile e non - qui Clini ha «tirato le orecchie» all'Authority - come un'opportunità dai molteplici aspetti, che forse va spiegata meglio ai cittadini-consumatori.

CONFINDUSTRIA - Un intervento, quello del ministro, che si e' concluso con una critica a Confindustria e ad alcuni suoi settori, «forse rimasta a una logica industriale ed energetica degli anni Settanta», ha affermato Clini, «e che non ascolta nel dovuto modo le istanze di alcuni suoi iscritti del settore delle rinnovabili. Sono convinto che Squinzi (il prossimo presidente di Confindustria, ndr) saprà ascoltare di più i protagonisti futuri del settore energetico, anche se piccoli». E qui altri applausi. L'ascia di guerra sembra ormai tornata sottoterra.

(fonte corriere.it)

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Commenti -

Carmine Ruggieri
10.05.2012 ore 23.34 #

Speriamo che Clini mantenga i buoni propositi!

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