data: 26.03.2012

Fotovoltaico: scambio sul posto o ritiro dedicato ?


Chi decide di installare un impianto solare fotovoltaico sul proprio tetto ha facoltà, oltre che di ricevere gli incentivi del conto energia, di scegliere alternativamente tra due possibili ulteriori forme di incentivazione per l’energia immessa in rete: lo scambio sul posto o il ritiro dedicato.
 

Quali sono le differenze ed i vantaggi dell’una o dell’altra opzione? Come scegliere? In base a quali criteri?

Lo scambio sul posto
Lo scambio sul posto consiste nella possibilità di ricevere un rimborso, da parte di gse, per l’energia prelevata dalla rete nei limiti della quantità di energia immessa.
L’utente dello scambio, producendo energia elettrica, oltre a ricevere le tariffe incentivanti del conto energia, ha facoltà da un lato di
autoconsumare in maniera istantanea l’energia auto prodotta, dall’altro lato ha la facoltà di immettere e vedersi valorizzata l’energia non immediatamente consumata e immessa nella rete elettrica di distribuzione nazionale.

Concretamente se l’utente dello scambio preleva energia dalla rete, per esempio di notte quando l’impianto non produce, gli verranno addebitate le normali bollette elettriche. Queste bollette gli verranno in parte rimborsate nei limiti dell’energia elettrica immessa in rete. Questo meccanismo di rimborso, o meglio questo meccanismo di compensazione, si chiama “contributo in conto scambio“. Il contributo, emesso da Gse, è di fatto una compensazione tra energia immessa in rete e prelevata dalla rete.

Cosa succede se complessivamente l’utente immette in rete più energia di quanta ne preleva per i propri consumi?
In tal caso l’utente ha un’ulteriore forma di valorizzazione dell’energia ceduta alla rete: questa è la
valorizzazione delle eccedenze.

 

Il ritiro dedicato
Anche  in questo caso, ha facoltà prima di tutto di autoconsumare in maniera istantanea l’energia prodotta. In questo caso, però, tutta l’energia non istantaneamente auto consumata viene ceduta alla rete, senza il meccanismo di compensazione tra energia immessa e prelevata peculiare del meccanismo dello scambio sul posto. Tutta l’energia immessa in rete viene dunque venduta alla rete di distribuzione con un prezzo “minimo garantito”, però tutta l’energia che verrà prelevata dalla rete per i propri consumi dovrà essere pagata regolarmente con le bollette elettriche senza possibilità di rimborso.

Qual è il vantaggio di questa soluzione?
Sicuramente i prezzi minimi garantiti di ritiro dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico.

Qual è lo svantaggio del ritiro dedicato?
Un possibile svantaggio deriva dal fatto che, se l’utente preleva tanto dalla rete elettrica, ovvero autoconsuma istantaneamente poca energia, tutta l’energia che preleva dalla rete la pagherà a prezzo pieno senza possibilità di rimborso/compensazione a posteriori (che è la peculiarità dello scambio sul posto).


Scambio sul posto o ritiro dedicato?
In definitiva, qual è la soluzione più vantaggiosa tra scambio sul posto e ritiro dedicato?
Non c’è una risposta assoluta, ma, come sempre, la risposta è relativa.

In linea generale possiamo affermare che se il soggetto responsabile dell’impianto fotovoltaico autoconsuma gran parte dell’energia prodotta dal proprio impianto, allora per lui sarà più conveniente l’opzione dello scambio sul posto.
Se invece il responsabile dell’impianto consuma poco rispetto a quanto è in grado di produrre l’impianto fotovoltaico, allora è più vantaggioso il ritiro dedicato. In questo caso infatti, si avrà la massimizzazione dei benefici derivanti dai prezzi minimi garantiti.

 

Un esempio indicativo
Per fare un esempio: ipotizziamo una utenza che consuma in media 1.000 Kwh/anno.

Se installa un impianto da 2 Kw gli converrà scegliere lo scambio sul posto. L’impianto da 2 Kw di potenza produrrà, all’incirca 2.200 / 2.700 Kwh/anno, valori che non si discostano molto dagli effettivi consumi annuali del soggetto responsabile. Questa soluzione gli permetterà di: risparmiare per effetto del consumo dell’energia istantaneamente prodotta e consumata, risparmiare per effetto del rimborso (parziale) del Gse sulle bollette pagate, ed avere delle piccole entrate per effetto delle eccedenze di energia elettrica immessa in rete rispetto a quella prelevata.

Se l’utente installa invece un impianto fotovoltaico da 19,9 Kw di potenza gli converrà scegliere il ritiro dedicato. In questo caso, infatti, i suoi consumi sono di molto inferiori alla produzione effettiva dell’impianto. Gli converrà quindi pagare le bollette elettriche interamente, senza possibilità di rimborso, ma potrà massimizzare le entrate facendosi pagare l’energia ceduta alla rete con i prezzi minimi garantiti. In questo caso quindi tutta l’energia che preleva (1.000 Kwh) verrà pagata interamente, ma potrà beneficiare dei prezzi minimi garantiti per tutta l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico: circa 22.000 /27.000 Kwh.

(fonte: fotovoltaiconorditalia.it)

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