data: 26.03.2012

Energia, la lettera aperta al Governo da parte delle associazioni delle rinnovabili

Al Primo Ministro Mario Monti, al Ministro Corrado Passera, al Ministro Corrado Clini, al Ministro Mario Catania, al Ministro Elsa Fornero

I ritardi nell’adozione della disciplina sui nuovi sistemi incentivanti per le Fonti di energia rinnovabili (Fer) elettriche che dovrebbero entrare a regime (ai sensi del Dlgs n. 28 del 3 marzo 2011) il 1 gennaio 2013, sono ormai insostenibili e sussiste il rischio che l’intero comparto si fermi definitivamente. Il settore delle Fer elettriche occupa già oggi oltre 100.000 addetti e coinvolge settori industriali come l’elettrico, il chimico, il metalmeccanico, l’agroenergetico e una grande quantità di Pmi che grazie alla loro attività quotidiana nel campo riescono a resistere alla crisi.

Se da un lato, noi operatori attivi nel campo delle rinnovabili, siamo consapevoli della necessità di una rimodulazione condivisa, equa ed efficiente degli incentivi che hanno permesso al settore di crescere, sviluppare un mercato e creare nuovi posti di lavoro, dall’altro non possiamo tacere sul fatto che il nostro settore versi oggi in uno stato di precarietà attendendo oramai da quasi un anno la nuova normativa. Questa situazione ha annullato di fatto i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni e sta facendo perdere la fiducia degli investitori esteri nel nostro Paese.

L’assenza di un confronto aperto e strutturato tra Governo e operatori sui temi così delicati come quello degli incentivi (nonostante le ripetute istanze in tal senso da parte delle scriventi Associazioni, che non sono state nemmeno formalmente riscontrate), unitamente al cumulato ritardo sull’emissione del decreto, dovrebbe portare, auspichiamo, al posticipo dell’entrata in vigore delle nuove e attese normative.

Anev, Aper, e Federperm in mancanza di una Strategia energetica nazionale chiedono l’apertura di un tavolo di confronto urgente per una proroga di 12 mesi nell’applicazione dei nuovi sistemi incentivanti, per garantire stabilità, certezza e salvaguardia degli investimenti già in corso di realizzazione da parte degli operatori del settore.

Si chiede quindi che siano mantenuti in questo periodo transitorio e comunque almeno fino al 31 dicembre 2013 le regole e i meccanismi attuali, al fine di concedere al settore il tempo minimo necessario di comprendere, quando saranno noti, i nuovi meccanismi e in particolare il sistema delle aste che, se introdotto, costituirebbe una novità assoluta.

Lo sviluppo delle rinnovabili è strategico e necessario per il rispetto non solo degli obiettivi europei al 2020 sottoscritti dal nostro Paese meno di due anni fa, ma anche dei nuovi obiettivi al 2030 fissati dalla Commissione europea e sui quali si è già espresso con una risoluzione vincolante il Parlamento Europeo, nonché della Road Mapal 2050 già approvata dall’Unione europea. Qualsiasi ostacolo ad una ulteriore crescita del settore fermerebbe lo sviluppo della filiera industriale avviato in questi anni e metterebbe a rischio il raggiungimento di questi target, ponendoci di fatto al di fuori delle politiche energetico-ambientali dell’Unione europea, con il pericolo concreto di procedure di infrazione comunitaria e sanzioni.

È giunto il momento di dare finalmente stabilità e certezze al settore, al fine di evitare l’uscita del nostro Paese da una delle ultime prospettive di leadership industriale ancora possibili per l’Italia rappresentata proprio dalla generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

 

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