data: 27.01.2012

Maggiorazione del 10% sull’incentivo: la convenienza del made in EU nel 4° conto energia

Fra le novità positive del 4° Conto energia spicca un premio del 10% sulla tariffa per gli impianti “europei”. O meglio per quegli impianti fotovoltaici il cui costo di investimento, al di fuori del lavoro, sia per almeno il 60% riconducibile ad una produzione realizzata nell’Unione Europea.

Per "costi di investimento diversi dal lavoro” si intende il costo di acquisto dell’impianto fotovoltaico, composto dalle seguenti componenti:
1.    Moduli fotovoltaici
2.    Inverter e sistemi di acquisizione dati
3.    Componentistica elettrica

Ma quali sono i criteri per la maggiorazione dell’incentivo?

Gli inverter, per essere considerati fabbricati nell’Unione Europea, devono invece avere avuto all’interno del sito produttivo europeo la progettazione, l’assemblaggio e i test di misura e collaudo.
Per le strutture e altri componenti, infine, si deve dimostrare, attraverso un’idonea documentazione la provenienza dall’interno dell’Unione Europea della fornitura.

Per quanto riguarda i moduli, devono essere state effettuate almeno le seguenti lavorazioni:

Moduli in silicio cristallino
•    Stringatura celle
•    Assemblaggio/Laminazione
•    Test elettrici

Moduli in film sottile (Thin film)
•    Processo di deposizione
•    Assemblaggio/Laminazione
•    Test elettrici

Tutto ciò dovrà essere verificato attraverso un certificato di ispezione di fabbrica (Factory Inspection) rilasciato da un ente terzo notificato a livello europeoin ambito fotovoltaico. Un procedimento pressoché analogo è richiesto per la parte relativa agli inverter.

Tuttavia il costo degli inverter, imputabile ai fini del riconoscimento del premio, non può superare il 25% del “costo d’investimento diverso dal lavoro”.
Anche per componentistica elettrica quali cavi, interruttori, quadri, trasformatori, strutture di sostegno, ecc., il soggetto responsabile deve dimostrare con documentazione (Factory Inspection) la provenienza UE della fornitura. In ogni caso il valore di tale parte dell’impianto, imputabile ai fini del riconoscimento del premio, non può superare il 20% del valore totale.

Per impianti che utilizzano moduli e inverter di provenienza UE e extra-UE è possibile richiedere il premio suddividendo l’impianto in sezioni (secondo la definizione di impianto multi-sezione), ciascuna caratterizzata da moduli/inverter della stessa provenienza (UE o extra-UE). La verifica della condizione del 60% del “costo di investimento diverso dal lavoro” è effettuata dal GSE separatamente su ciascuna sezione d’impianto. L’incremento è pertanto riconosciuto a ciascuna sezione in cui la condizione è verificata.

Dall’uscita di questa normativa, è stato un fiorire di Made in Ue, sono molte infatti le imprese europee che hanno deciso di approfittare di questa opportunità, che si sta rivelando un sostegno concreto per le aziende.
Ma la certificazione europea evidentemente da sola non basta, ogni azienda affina le armi per guadagnare quote di mercato: innovazione e tecnologia sono la strada da seguire, anche per abbassare i costi.

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