data: 10.11.2011

Incentivi per le rinnovabili termiche

Si parla di incentivi per rinnovabili termiche e incentivi, finalmente. Partiamo da un articolo del Sole 24 Ore e cerchiamo di capire cosa sta succedendo.
Il nuovo decreto sui contributi per la produzione di energia termica da fonte rinnovabile e per l’efficienza energetica porta con sé dei cambiamenti rispetto alla filosofia della detrazione 55%. Tra le modifiche più importanti c’è l’erogazione dell’incentivo direttamente al beneficiario.  A questo si deve aggiungere che l’entità dei nuovi incentivi va da un massimo del 52% a un minimo del 39%, per le piccole caldaie a condensazione o per il rinnovo degli infissi. Il 52% invece verrà destinato alle strutture fisiche di isolamento, all’installazione di caldaie a condensazione di grande potenza e alle pompe di calore destinate a produrre acqua calda sanitaria.
Il rimborso fiscale - calcolato sulla base dell’investimento, dei prezzi del mercato e soggetto a un tetto massimo - sarà erogato in rate annuali costanti per 10 anni e calcolato a forfait per gli impianti fino a 35 kW o 50 metri quadri per il solare termico, mentre per gli impianti più grandi varrà la lettura a contatore. Il tutto con correttivi legati alla potenza nominale e alla zona climatica. Ai soggetti pubblici sarà destinato un 10% in più sull’incentivo e un 20% in più qualora venisse installato il solare termico con solar cooling.
Il finanziamento peserà sulle bollette del gas, dove verrà applicata una tariffa apposita. Si stima che, nonostante è stata prevista una riduzione triennale del 20% sugli incentivi, questa azione peserà mediamente ad ogni famiglia 5 euro l'anno al 2012, 25 euro l'anno al 2020, con un aggravio del 2,6% della spesa per il gas.

Le reazioni.
Diego Zeppa, Amministratore Delegato di Energy Resources GeoComfort srl, ci espone il suo punto di vista. “Il business di oggi non può essere fatto con la tecnologia di ieri. Dobbiamo colmare il gap tecnologico che ci divide dagli altri paesi europei e far ripartire l’economia. Credo infatti che l’aumento del gas risolva poco o nulla; mentre il 55% incentiva la sostituzione di impianti obsoleti e inefficienti con nuove tecnologie a risparmio energetico. Questa soluzione si è già dimostrata utile al settore edile ed energetico, creando occupazione e incentivando gli investimenti di famiglie e imprese. Tengo a sottolineare che l’aumentano del gas non fa altro che ridurre la capacità economica di ognuno; mentre chi investe nell’efficienza energetica fa un investimento duraturo con effetti economico immediati.”

Bruno Bellò, presidente co.Aer/anima, in un comunicato stampa dell’associazione si esprime così: “Le pompe di calore sono uno dei sistemi di climatizzazione a ciclo annuale attualmente più efficiente ed efficace, in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi 20-20-20 di riduzione dei consumi di energia e delle emissioni di gas climalteranti e di incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili. Si tratta di apparecchiature che consentono risparmi del 40-60% di energia primaria, con pari riduzione della CO2, e che impiegano per il loro funzionamento circa il 75% di energia rinnovabile. La tecnologia della pompa di calore sta assumendo un ruolo rilevante in tutta l’Unione Europea, mentre, in Italia, una delle principali barriere alla diffusione di questa tecnologia è rappresentata dalle tariffe elettriche”. Nello stesso documento Co.Aer. avanza una proposta di incentivo commisurato alla quantità di energia rinnovabile impiegata dalla pompa di calore. Tale tecnologia ha bisogno che venga confermata la detrazione fiscale del 55% delle spese sostenute per l’installazione di pompe di calore, che sia potenziato il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (Certificati bianchi) e, infine, che venga introdotto il Conto energia per le rinnovabili termiche. L’incentivo deve essere quindi “commisurato” in modo tale da premiare, nell’ambito dei sistemi per la produzione di energia termica, la quantità di energia rinnovabile impiegata e/o la quantità di energia primaria risparmiata.

Assotermica e Assolterm chiedono al Governo di mantenere le detrazioni fiscali del 55% per il solare termico e i generatori di calore a condensazione. Secondo le associazioni questo meccanismo sta portando beneficio all’industria italiana, consentendo di attenuare il forte impatto della crisi economica in atto, e al sistema paese, con un rapporto positivo costi/benefici e con un investimento strutturale in un settore ad alto valore aggiunto e quindi strategico per il futuro del paese. Inoltre, se opportunamente sostenuto (come la detrazione del 55%, introdotta dalla legge finanziaria 2007) il solare termico potrebbe raggiungere nel 2020 il traguardo di 1 metro quadrato installato per abitante, apportando numerosi benefici, diretti e indiretti, all'economia del nostro paese.

Secondo RENAEL, l’utilità di un Conto energia per il solare termico appare di vitale importanza per raggiungere gli obiettivi sanciti dal protocollo di Kyoto e agevolare lo sviluppo dell'industria del solare termico che, ormai, ha raggiunto alti livelli di qualità, integrazione, versatilità e affidabilità, con prospettive di sviluppo notevoli, in termini di occupazione e ricchezza prodotta. Gli esponenti della rete RENAEL si dicono fiduciosi e sperano che si possa arrivare ad una soluzione positiva della questione, visto anche che le indicazioni della Unione Europea chiedono all'Italia di  equiparare gli incentivi concessi al solare termico a quelli già disponibili per le altre rinnovabili.

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