data: 19.07.2011

Integrazione architettonica, piccoli e grandi impianti. Gli aggiornamenti del GSE.

Il Quarto Conto Energia continua a far parlare di sé.
Dopo la pubblicazione della definizione di “piccolo impianto” è arrivato il documento con le Regole Applicative e le prime due graduatorie relative al registro grandi impianti, forse viziate da un errore di calcolo.

Riprendiamo l’ordine delle cose  e vediamo che cosa riguardano gli ultimi aggiornamenti del GSE.
 
Soprattutto per chi sta pensando di realizzare un impianto fotovoltaico per il proprio consumo domestico è importante sapere che il quarto conto energia agevola l’installazione dei piccoli impianti. Quindi per godere della migliore tariffa incentivante e evitare l’iter burocratico previsto peri grandi impianti è meglio indirizzare la propria scelto verso un impianto a tetto con potenza inferiore a 1000 kWp o un impianto a terra (ad esempio nel giardino di casa) con una potenza massima pari a 200 kWp.
Riportiamo di seguito la definizione del GSE  “Sono gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che hanno una potenza non superiore a 1000 kW, gli altri impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 200 kW operanti in regime di scambio sul posto, nonché gli impianti fotovoltaici di potenza qualsiasi realizzati, anche da terzi, su edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto legislativo n. 165 del 2001. In particolare la dizione della norma “edifici ed aree delle Amministrazioni pubbliche” è da intendersi nel senso che le aree e gli edifici devono essere di proprietà della PA, che direttamente li utilizza per l’installazione di un impianto fotovoltaico, o li mette a disposizione di altro soggetto (cui è conferito un diritto reale o personale di godimento), che pertanto figura come Soggetto Responsabile.

Per chi è titolare di un’azienda invece è sicuramente più interessante conoscere le Regole Applicative contenenti le modalità di attuazione delle disposizioni stabilite dal Decreto Ministeriale 5 maggio 2011. Il documento tecnico è finalizzato ad assicurare chiarezza e trasparenza verso gli operatori del settore. Oltre alle modalità per l’individuazione della tipologia della tariffa incentivante destinata all’impianto e le relative modalità di accesso, il documento definisce le regole definitive delle norme anti-frazionamento e delle disposizioni derivanti dall’applicazione del DLgs n. 28 del 2011 per gli impianti su terreni agricoli. La versione aggiornata del documento, redatta a seguito di approfondimenti interni e confronti intercorsi con i principali gestori di rete, riporta importanti aggiornamenti su:

  • modalità di comunicazione degli esiti delle verifiche sugli impianti
  • applicazione delle attività di verifica in capo al Gestore di Rete
  • possibilità per il Gestore di Rete di avvalersi di terzi incaricati


Terminiamo questo articolo, presentando anche la Guida all’integrazione architettonica. In particolare, parliamo di impianti che vanno da una potenza compresa tra 1 kWp e 5 MW  e che utilizzano moduli non convenzionali e/o componenti speciali capaci di integrare/sostituire gli elementi architettonici degli edifici.

Stando a quanto riportato in un articolo di EdilPortale, sono esclusi dalla tariffa incentivante riservata agli impianti architettonicamente integrati quelli i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline. Inoltre, per le applicazioni su coperture di edifici, viene considerata superficie utile per l’installazione anche l’eventuale porzione di tetto che si estende a protezione di volumi non chiusi, purché questa non sia stata realizzata con interventi di retrofit appositamente progettati per ospitare la superficie fotovoltaica. L’impianto fotovoltaico è considerato architettonicamente integrato quando il modulo fotovoltaico non convenzionale o la superficie fotovoltaica (nel caso di componente speciale) garantisce, oltre la produzione di energia elettrica, le funzioni tipiche di un involucro edilizio: la tenuta all’acqua e la conseguente impermeabilizzazione della struttura edilizia; una tenuta meccanica comparabile con quella dell’elemento edilizio sostituito; una resistenza termica tale da non compromettere le prestazioni dell’involucro edilizio. Inoltre, l’integrazione architettonica del fotovoltaico è tale se la rimozione dei moduli fotovoltaici compromette la funzionalità dell’involucro edilizio, rendendo la costruzione non idonea all’uso.

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Commenti -

Luca Padovese
20.07.2011 ore 11.37 #

Forse sarebbe elemento di discussione delle regole tecniche la parte riguardante la sostituzione dell'amianto.
Infatti le regole citano:

l’intervento di smaltimento dell’eternit e/o dell’amianto deve essere stato effettuato
contestualmente all’installazione dell’impianto fotovoltaico (e successivamente alla data di entrata
in vigore del Decreto)

Se interpreto bene ciò che è stato scritto tra le parentesi, chi ha effettuato lo lo smaltimento prima della pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto 5 maggio 2011 e non è riuscito a mettere in funzione l'impianto entro il 31 di maggio (3° conto energia) non potrà avere la maggiorazione. Oltre il danno, la beffa!!!!

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